24 novembre 2006


Un costone… bianco… candido… senza una sbavatura… percorrerlo da monte a valle e alla fine guardarsi indietro e vedere solo la propria scia… il proprio passaggio… lineare, decisa, personale… come una firma… una firma grande come una montagna che tutti possono vedere… ma che solo pochi sanno capire…


Ho voglia di neve...

18 novembre 2006

Quattro persone… quattro modi di vivere… la prima… sempre in giro per il nord Italia, con le sue tappe obbligatorie certo, ma sempre in movimento… la seconda… divisa tra due amicizie, quella dell’infanzia, in qualche modo forzata, e quella casuale ma ponderata della maturità… la terza… attaccata tantissimo alle sue radici, ma sempre lontana per i troppi impegni che alle volte non riesce a gestire… e la quarta… con mille idee per la testa, ma che per il momento fanno solo tanta confusione… quattro realtà diverse… una è studente… una lavora… una è disoccupata… e l’ultima lo sta per diventare… quattro modi di vedere la vita… simili si, ma con differenze sostanziali…
Tutte però hanno vissuto esperienze, sebbene diverse, che le portano ad avere un comune denominatore: la paura… chi di impegnarsi… chi di lasciarsi andare… chi di far soffrire… chi di perdere… tutte però si comportano in un modo che non lo sentono proprio… si contraddicono da sole… si confidano… ne parlano… con sincerità… lo accettano… a malincuore… alle volte si illudono che sia liberatorio… ma appena si guardano negli occhi si perdono… il cervello viene scollegato… il connettore sa da solo dove andare a collegarsi… al cuore… e tutte le parole vengono dimenticate… e i sentimenti, quelli veri, affiorano inesorabili, spietati… annebbiano la mente… lo sai che non dovresti… ma il connettore è autofilettante… non puoi strapparlo… ma stai bene… troppo bene… e ormai… non puoi più farne a meno.

Ebbene si è successo anche a me...

Domenica... ti alzi al mattino e scorgi un debole sole che pian piano si sta alzando... attendi ancora un paio d'ore e poi ti convinci che l'aria non è poi così fredda come il tuo corpo vuole fartelo sentire... e poi ci si copre... apri l'armadio... tiri fuori il giubbotto... reinserisci l'imbottitura... i guanti... la calzamaglia... quante volte l'hai indossata sotto i jeans il sabato sera quando lo scooter era il solo mezzo di trasporto... la bandana...
Suonano al campanello... le sorelle sono arrivate... infreddolite come i conducenti... è l'ultimo pensi... e questa volta ne sei proprio convinto... vuoi godertelo... nonostante il freddo pungente... la passeggera arriva... è appena uscita dall'influenza, ma vuole goderselo anche lei... si parte...
Il freddo si fa sentire subito nonostante ti sia attrezzato a dovere contro di lui... ma è infido e bastardo e chissà come fa, ma trova sempre un spiffero dove intrufolarsi... ma non te ne importa... la ruota posteriore scivola troppo in curva... vabbè oggi ci godiamo il panorama...
Ci fermiamo a Bassano per berci una cioccolata calda in centro... il sole comincia già a tramontare... un giretto veloce e poi a riporre inesorabilmente la Bimba nel box...
Oggi c'è un traffico della madonna... centinaia di macchine inspiegabilmente si sono riversate per le strade... forse il dubbio che loro siano più furbi di te ce l'hai... ma non sanno che si perdono...
Stai ammirando il tramonto... con le sue sfumature... rosso... giallo... un po' di rosa qua e la... un incrocio... la macchina esce... rallenti... si ferma... riprendi la tua marcia... pensi a quando arriverai a casa... al calduccio... a dieci metri da lei la macchina inspiegabilmente riparte... inchiodi... ce la faccio ce la faccio... stai fermo che ti schivo io... la ruota davanti è passata... vai che vai bene... BAM!!!... cazzo ce l'avevo quasi fatta!!!... ti ho detto resta fermo che ti schivo io... ascoltarmi mai... Bimba non lasciarmi... no... non so perché, ma non sono riuscito a chiudere gli occhi... BAM!!! ho baciato l'asfalto... rotolo... anzi rotoliamo per una decina di metri... stordito come non mai mi alzo... appena mi accorgo di essere ancora vivo... la Manu... è in piedi... ci assicuriamo che non abbia niente di rotto... sembrerebbe solo una botta... meglio chiamare l'ambulanza... mi guardo in giro... dalla macchina scende un vecchio... col cappello... porco giuda se vedevo che c'avevi il cappello bloccavo il traffico e ti facevo passare... me lo ha sempre detto mio papà... “par strada sta sempre tento ae femane e a quei col capeo, se xe na femena col capeo cambia strada”... la mia Bimba... è lì immobile riversata su di un fianco che perde “sangue”... la guardo sconsolato... la compagna di migliaia di chilometri... di decine di ricordi... una pacca sulla spalla ti riporta alla realtà... “Dai... tornerà più in forma di prima”...
La chiamata della Manu che non ha nulla di rotto giunge liberatoria... piange povera piccola... e io non posso far altro che trattenermi... e rincuorarla...
Finite le procedure di rito ci avviamo verso l'ospedale... spero di non aver nulla di rotto io adesso... il vostro scrivano pare abbia le ossa più dure dell'asfalto, ma molto probabilmente è solo fortuna...
Triste e ammaccato me ne torno a casa... mi fa male restare immobile... alle nove bussano alla porta... Brigo che era venuto a farmi compagnia apre... è stupito... che diavolo succede!... entrano due loschi individui... un polacco accompagnato da una piccola mascotte che a mala pena riesco a scorgere... il Polska e la Kela!!!... cosa ci fate da ste parti... eravamo preoccupati e siamo venuti a vedere come stavi... grazie ragazzi non saprei come fare senza di voi... ma quanto vi voglio bene!!!
Ne senti molte di storie come la mia... certe vanno a finire bene... ci si scherza sopra... certe vanno a finire peggio... certe vanno a finire male... ma pensi sempre che a te non potrà mai accadere... e invece... ti ritrovi con il culo per terra... e quando senti l'asfalto fai fatica a scrollartelo di dosso!

07 novembre 2006

Ed eccoci... ritornato anche quest'anno dal Lucca Comics! Beh quest'anno i toscani hanno fatto le cose in grande... hanno letteralmente invaso la città di Lucca per 5 giorni... con molti stand in giro per le viuzze e le piazze della città toscana! Per i 5 giorni si era immersi in un limbo, sospesi tra realtà e fantasia... la realtà, data dalla città in sé, dalla gente che ti spintona, dal chiasso... e la fantasia con l'incontro con i tuoi “eroi” che come te passeggiano di stand in stand, nell'entrata alla “cittadella” dove elfi, umani, mostri, guerrieri, maghi, guardie reali combattono tra loro o ridono e scherzano davanti ad un boccale di birra... il tutto, quest'anno, reso ancora più suggestivo dalla città medievale di Lucca, cornice perfetta a completare il quadro di un ricordo che resterà impresso a lungo nella mente... grazie anche agli amici che con me hanno condiviso e apprezzato la novità di quest'anno. Un grazie va a quel grand'uomo di Brigo e a quel buonuomo di Guido che si sono sopportati la Manu per una mattina intera, mentre io ero impegnato a duellare... la piccola Manu... convinta ad accompagnarmi alla fiera sebbene non legga fumetti e di videogame non sappia assolutamente nulla... mi ha seguito per i tre giorni che siamo rimasti a Lucca senza fiatare... cosa stranissima peraltro... senza mai lamentarsi... e si è pure divertita!!! Bah valle a capire le donne alle volte... un bacione piccolina! Beh ragazzi che dirvi ancora... se avete voglia di vedere gente esaltata per un non-nulla, camminare per tutto il giorno all'agghiaccio, avere la folla che vi circonda e vi spintona... ma soprattutto divertirvi, l'anno prossimo fate una capatina al Lucca Comics.

02 novembre 2006

Sono sempre più convinto che in questo periodo sono attorniato da persone uniche, le quali mi stupiscono ogni volta che ci parlo insieme seriamente... persone che parlano con il cuore... che lo aprono dopo che è rimasto chiuso per troppo tempo... ma che sopprattutto... ascoltano con il cuore. Ho visto e frequentato varie compagnie di amici in questi 25 anni, e solo ora mi sto accorgendo che solo pochi, anzi quasi nessuno, avevano sempre un minuto per ascoltarti, facevano lo sforzo di mettersi nei tuoi panni e di comprendere veramente quello che gli stavi confidando, erano disposti a sacrificarsi l'uno per l'altro.
Alle volte vengono dette cose che speravi non sarebbero mai uscite da quelle labbra... che all'istante lasciano attoniti... certe persone riescono comunque ad ascoltare quelle parole e a comprendere le motivazioni del perché certe parole vengono dette e certi comportamenti vengono fatti... a volte comprendono che la strada scelta non è la più semplice ed è quella che fa più male... senza arenarsi sulla convinzione che sono parole o comportamenti “di comodo”... riescono a capire l'affetto che c'è in determinate scelte... e ne sono felici... anche se nel fondo del loro cuore non è quello che vorrebbero...